HOME STRADA A SCORRIMENTO VELOCE LICODIA-EUBEA A19 PA-CT STRALCIO VARIANTE DI CALTAGIRONE

STRADA A SCORRIMENTO VELOCE LICODIA-EUBEA A19 PA-CT STRALCIO VARIANTE DI CALTAGIRONE

FASI: progetto costruttivo

IMPORTO LAVORI: 76.437.397,15 €

COMMITTENTE DELL’OPERA: ANAS S.p.A.

CLIENTE: Fip Industriale S.p.A.

ANNO: 2011-2013

PROGETTAZIONE STRADALE: S.I.S. S.r.l.

TIPOLOGIA: impalcati in acciaio a sezione mista.

Il servizio riguarda il progetto esecutivo di cui alla perizia di variante ed il progetto costruttivo del primo stralcio funzionale della S.S. n°683, strada a scorrimento veloce Licodia-Eubea, denominata “Variante di Caltagirone”. Il tracciato si sviluppa in direzione est-ovest partendo dalla S.S.124, al km 3+700 (svincolo S. Bartolomeo), fino al km 12+470 (innesto con la S.P. n°37). Quest’opera, assieme ai futuri stralci funzionali, migliorerà la viabilità della Sicilia Orientale; infatti l’infrastruttura, a totale completamento, permetterà di collegare il territorio Ibleo e Calatino direttamente con l’autostrada Palermo-Catania. Il tracciato in oggetto, di 8,77 km, sarà caratterizzato da 3,1km complessivi di viadotti e dalla Galleria
“Salvatorello” di lunghezza 423m. La strada, di categoria C1, avrà tre svincoli a livelli sfalsati, “S. Bartolomeo”, “Molona” e “SP.37”, che lo suddivideranno in due tratti funzionali. L’analisi del corpo stradale, oltre alle opere principali quali viadotti e gallerie, ha reso necessario lo studio di opere minori quali rilevati e scavi in trincea dove si procede con scarpate a pendenza 2/3. Al fine di limitare gli scavi e di occupare territorio, tali opere sono affiancate da interventi di maggiore rilievo, quali rilevati con terre rinforzate e scavi tra paratie di pali tirantate. Nelle terre inforzate l’azione di contenimento e stabilizzazione di scarpate e di rilevati è esercitata da elementi di rinforzo resistenti a trazione, composti da diversi strati rinforzati con geogriglie di lunghezze variabili in relazione alle altezze di rilevato. Si è predisposta la gradonatura del piano di base delle terre rinforzate, e si è prevista la stesa di una geogriglia di base dove le verifica delle dimensioni della massa strutturale nei confronti di scivolamenti più esterni possano determinare cedimenti e fenomeni di instabilità più profondi negli strati di terreno. Per assicurare che il rilevato rinforzato sia sufficientemente compatto e resistente alle azioni interne provocate dai carichi, si è disposta una adeguata lunghezza delle geogriglie e della spaziatura degli elementi di rinforzo. Il paramento esterno della terra rinforzata ha una inclinazione rispetto all’orizzontale di 70°, angolo sufficiente al rinverdimento della superficie mediante idrosemina a spessore e piantumazione di talee arbustive. La morfologia irregolare del terreno comporta la realizzazione di cinque viadotti a grande luce (75m) costituiti da un cassone aperto in acciaio di altezza pari a 2,96m con soletta collaborante in c.a.: Paradiso 1 (722 m), Ippolito 1 (1.102 m), Ippolito 2 (125 m), Ippolito 3 (925 m), Viadotto Molona di (265 m). Essi hanno una larghezza complessiva pari a 12.00m così composta: carreggiata larga 10.50m, cordoli laterali larghi 0.70m e veletta spessore 0.05m. La scelta tecnica si è orientata sulla realizzazione di viadotti bi-trave con soletta in calcestruzzo collaborante con le travi in acciaio. Questa tipologia di impalcato presenta molteplici vantaggi tra i quali la facilità di realizzazione delle travi, la leggerezza delle stesse e quindi l’agevole trasporto e movimentazione ma, soprattutto il facile adattamento alle più svariate tecniche di varo. Infatti, per la tipologia in questione si sono eseguiti tre diversi vari: un varo di punta con avambecco, due vari tramite carrovaro poggiante sull’impalcato stesso e due montaggi dal basso con autogru. La tipologia della galleria è a singola canna, a doppio senso di marcia, di categoria C1, con piattaforma stradale da 10.50 m (n.2 corsie da 3.75 m e banchine laterali da 1.50 m). La galleria ha una lunghezza complessiva di 423m, di cui 276m in naturale. La copertura massima incontrata lungo il tracciato della galleria risulta di circa 40m, in corrispondenza delle Marne Tripolacee. Lo scavo della galleria “a piena sezione”, in tradizionale, è fatto mediante l’impiego di escavatore meccanico e/o martellone. Si fa riferimento all’approccio ADECO-RS: analisi delle deformazioni controllate nelle rocce e nei suoli. Si è prevista la messa in opera di tubi metallici valvolati ed iniettati in prossimità della calotta quale intervento di pre-sostegno, e la messa in opera di interventi di pre-consolidamento del fronte di scavo mediante elementi strutturali in VTR, aventi lo scopo di controllare i fenomeni deformativi del nucleo ed evitare il decadimento dei parametri geo- meccanici verso condizioni residue. In corrispondenza delle zone di faglia e delle zone di imbocco è prevista la realizzazione in avanzamento di interventi di pre-consolidamento sia al fronte che al contorno del cavo, aventi lo scopo di irrigidire il nucleo e creare un arco di scarico, prevenendo in tal modo fenomeni di instabilità. Il contesto archeologico e altimetrico in cui l’opera si inserisce ha richiesto uno studio particolareggiato. In accordo con la Soprintendenza dei beni archeologici il tracciato dello svincolo è stato calibrato in modo da rispettare le criticità dettate dai rinvenimenti, succedutisi in corso d’opera, di reperti ossei e antiche tombe. Un‘analisi dettagliata dei luoghi ha consentito di individuare i bacini idrografici che interferiscono con l’asse stradale di progetto. Sulla scorta degli studi geologici e litologici nonché topografici, sono stati individuati i sottobacini da attribuire alle relative opere di protezione idraulica ed i parametri che li caratterizzano.

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